
Alla fine, dopo annunci clamorosi, sembrerebbe tutto rientrato in un nulla di fatto. Google, dopo aver denunciato l’attacco alle caselle Gmail da parte (così dice il colosso americano della ricerca internet), del governo Cinese con intenzioni di controllare i contenuti, e la conseguente minaccia di lasciare il mercato Cinese e non censurare più le ricerche in quella parte di mondo, alla luce dei fatti sembrerebbe aver limitato il tutto ad una formale denuncia.
D’altra parte il mercato cinese della ricerca su internet, che Google detiene per una quota del 30%, quindi una posizione non dominante, (che invece ha Baldu che detiene poco più del 60% e che sembrerebbe essere molto vicina al Governo locale) vale comunque circa 600 Milioni di dollari.
Sebbene le leggi vadano rispettate in ogni paese da quelle aziende che vogliono investire in mercati ancora “vergini”, è vero anche che vanno rispettati anche i principi dei diritti dell’uomo, del diritto di informazione e di conoscenza: e quando Google ha fatto il primo annuncio, malgrado la mia età, ingenuamente ho sperato che qualcuno (e che “Qualcuno”!), potesse iniziare a ribellarsi a certe regole sicuramente antidemocratiche.
Aspettiamo le decisioni che verranno prese nei prossimi giorni con un filo di speranza, perchè la libertà finisce dove inizia la censura…
E voi cosa ne pensate?













